INTERVISTA  A  LAURA  GAIDO

Da "Il Tirreno - Prato Sport" del  28/12/2005

Prima come giocatrice-allenatrice, poi solo da coach. Nessuno meglio di Laura Gaido può raccontare il 2005 del Volley Prato 2000. Un anno splendido, con la riconquista della serie C, ma anche complicato, con un inizio della nuova stagione in cui le ragazze pratesi hanno avuto qualche difficoltà di troppo ad abituarsi alla nuova categoria. Trecentosessantacinque giorni, comunque, intensi e dai quali partire per il nuovo anno.

Allora Laura, iniziamo dalla prima parte del 2005, quella che hai vissuto da giocatrice e che si è conclusa con il tuo addio al campo e con la promozione della tua squadra. “Il bilancio di quella prima parte del 2005 è senza dubbio positivo. Lasciare l’attività agonistica riportando in serie C la squadra è stata una grande soddisfazione. Certo smettere di giocare dopo 30 anni non è stato facile. All’inizio ho sofferto ma poi sono riuscita a calarmi nei panni dell’allenatore e mi piace”. La prospettiva ti è cambiata completamente. “I due ruoli sono molto diversi, però, per quella che è la mia esperienza, devo dire che l’aver fatto il giocatore è un passaggio estremamente importante per poi passare ad allenare”. In campo eri la leader indiscussa della squadra e la tua voce era la più ascoltata. Da allenatrice è cambiato il tuo rapporto con il gruppo? “La mia era una figura di riferimento in campo ed ora sto ottenendo lo stesso come allenatrice. Amo essere aperta ed avere giocatrici serene e le ragazze mi seguono. Il nostro problema, semmai, è quello di non essere ancora riusciti a trovare un giusto equilibrio di squadra”. Ecco, venendo alla stagione in corso, troppe partite importanti perse per una squadra che ha messo in mostra buone potenzialità. Perché? “Abbiamo sbagliato qualcosa, e mi ci metto io per prima. Uno degli obbiettivi per il prossimo anno deve essere proprio quello di riuscire ad essere più convinte e sicure. Quello che ancora ci manca è la sicurezza in noi stesse, nelle compagne e, soprattutto, ci manca una figura di leader in campo che trascini e guidi la squadra nei momenti delicati della gara”. Il campionato di serie C è come te lo aspettavi? “Non mi ero fatta grandi aspettative sul torneo. Ci sono squadre al vertice che hanno maggiore equilibrio rispetto alle altre ma, in generale, siamo tutte poco regolari nei risultati e questo rende il torneo interessante”. C’è una squadra tra quelle che hai affrontato che ti ha impressionato maggiormente? “Lo Ius Arezzo è una buona formazione, si vede che si conoscono da tanto tempo e che hanno alle spalle molto lavoro comune. Un bel gruppo di giovani, invece, è quello dell’altra squadra aretina, il Promotion ‘88”. Cosa ti senti di augurare alla tua squadra per il 2006? “Di trovare quella forza e quella convinzione che ancora ci mancano per riuscire a vincere gare alla nostra portata. Ce la possiamo giocare con tutte ed il nostro obbiettivo, disputare un tranquillo torneo di metà classifica, è ancora un traguardo possibile”.

Alessio Alessi